[…] Tra il possibile e l’impossibile c’è un confine che fa paura, ma per superarlo basta che qualcuno faccia un passo, uno solo più in là, ed ecco che quel confine si sposta per lui e per tutti.

Oggi quel passo e un colpo di pedale, poi un altro, un altro ancora punto il migliaio di persone lì e milioni a casa a vederlo, a seguirlo fino lassù, dove ballano i nostri sogni e ci aspettano, chiedendosi perché non arriviamo mai. E quattro minuti di vantaggio sono 5, sono sei punti erano anni che non si vedeva una cosa del genere, e se si cerca di calcolare quanti si comincia a pensare che forse è una cosa così non l’avevamo vista mai.  […]